ELETTROSMOG, ALLARME UE E OMS: RISCHIO TUMORI. MA CON PENTATER SI RESTA AL SICURO

L’inquinamento elettromagnetico, detto anche elettrosmog, è una delle conseguenze del progresso tecnologico. Ma, in estrema sintesi, di cosa si tratta? «È un inquinamento causato dalle onde radio emesse dai campi elettromagnetici non ionizzanti, ossia quelle che rientrano in un range di frequenze che va da 0 Hz alle frequenze di radiazioni visibili come, per esempio, il laser. Dal 2013 a oggi sono state avviate ricerche sempre più approfondite sull’inquinamento elettromagnetico, e dall’inizio del 2019 sono disponibili i risultati di indagini iniziate negli anni ’70, quando la situazione era ancora molto diversa da quella attuale». Lo ricorda Monica Brunettini, in una sintesi pubblicata dal blog “Come Don Chisciotte”. Già nel 2011, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che il telefonino è un oggetto cancerogeno di serie 2B, ossia un possibile pericolo per i tumori all’orecchio. «Gli studi dimostrano che le radiofrequenze possono provocare rotture a livello di Dna». Secondo l’Istituto Ramazzini di Bologna – un centro per la ricerca indipendente e la prevenzione del cancro e delle malattie di origine ambientale – i risultati ottenuti con le cavie confermano che l’insistita eposizione alle onde radio emesse dai cellulari può essere causa di tumori al sistema nervoso. Non solo: secondo il Ramazzini, l’elettrosmog sollecita in modo anomalo il cuore, arrivando – in casi estremi – a provocare l’arresto cardiaco.

Monica Brunettini riporta un piccolo decalogo per evitare guai: meglio usare lo smartphone usando le cuffiette o il vivavoce, tenendolo quindi a distanza dal cranio. Mai accostare il cellulare al seno, al cuore e ai genitali (evitare di tenere il telefono nelle tasche dei pantaloni). Quando si dorme, il telefono portatile – così come la radiosveglia – deve stare ad almeno un metro di distanza. Meglio evitare di usare lo smartphone mentre si viaggia: muovendosi, l’auto spinge il cellulare a intercettare il segnale, e quindi l’elettrosmog è più elevato. “Come Don Chisciotte” ricorda una recente normativa europea in materia: attraverso la Risoluzione 1815 del 27 maggio 2011, il Consiglio d’Europa raccomanda agli Stati membri di intervenire per diminuire l’esposizione umana all’inquinamento elettromagnetico, prestando attenzione a bambini e ragazzi. L’autorità europea chiede inoltre di evitare l’uso di reti wireless nelle scuole, come pure l’utilizzo di telefoni cellulari da parte di bambini e ragazzi. Infine, si invita ad applicare il “principio di precauzione”, considerando la crescente esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche e, in particolar modo, l’esposizione dei gruppi vulnerabili come bambini e ragazzi.

Quali sono le conseguenze immediate e riscontrabili dell’elettrosmog? «I casi di emicrania sono sempre più in aumento, e si tratta solo di uno dei sintomi dell’inquinamento elettromagnetico», scrive Monica Brunettini. «Avvertiremo sempre più, purtroppo, emicranie, cefalea, stress, stanchezza cronica, iper-attività nei bimbi, metabolismo basale basso, lesioni cerebrali». Avremo sempre più persone “elettrosensibili”, cioè alle prese con seri disturbi causati da campi magnetici, elettrici o elettromagnetici. Una prova lampante del problema-elettrosmog la fornisce un semplice test kinesiologico: se una persona tiene in mano uno smartphone, la sua forza muscolare risulta dimezzata; per tornare in possesso della propria forza basta liberarsi del telefono. Problemi che ora si possono evitare, senza rinunciare alla comodità del telefonino: basta applicare all’apparecchio un dispositivo “quantistico” come Mobile, che Pentater ha appositamente predisposto per schermare le onde nocive dell’apparecchio. Mobile interagisce con la forma d’onda emessa dallo smartphone, armonizzandola in modo che non possa più nuocere all’organismo, e senza condizionare in alcun modo il normale funzionamento del telefono, né i suoi consumi energetici.

Il post su Come Don Chisciotte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.